[Banana Fish] in your name

Titolo: in your name
Fandom: Banana Fish
Personaggi: Okumura Eiji/Ash Lynx
Rating: SAFE
Prompt: dimenticarsi di qualcosa/qualcuno [COW-T 9 – week 4, m2]
Wordcount: 884
Avvertimenti: La Città Incantata!AU, Chihiro!Eiji, Haku!Ash, Pre-slash.
Note: in arrivo

Una volta lasciato il porcile e lì dentro quelli che una volta erano i suoi genitori – ora divenuti degli sporchi e grassi maiali – Okuji si lascia cadere sull’erba fresca, la schiena che si appoggia a uno degli alti e folti cespugli che a schiera riempiono il picco del promontorio su cui sono stati costruiti gli stalli. Con le gambe piegate e le ginocchia al petto, si passa una mano tra i capelli, poi sul viso nella speranza di calmarsi e rimettere in ordine il flusso di pensieri che vagano nella sua mente.

Fino a quel momento non sapeva che fine avessero fatto suo padre e sua madre. Aveva temuto che fossero già stato uccisi e usati come carne per il cibo degli spiriti. Ma ora che li ha visti, è sollevato di sapere che sono entrambi ancora vivi – sebbene non sappia dire per quanto ancora lo resteranno. Avrebbe voglia di piangere, di sfogarsi e lasciare uscire la preoccupazione e l’ansia che lo hanno attanagliato durante gli ultimi giorni. Ma si dice che deve farsi forza, che non deve farsi prendere dallo sconforto proprio adesso – non ora che li ha finalmente ritrovati.

Ash prende posto accanto a lui, piegandosi sulle gambe senza sedersi del tutto come ha fatto lui. Gli tende una mano e gli passa davanti la faccia un pacchetto, realizzato con un fazzoletto azzurro che avvolge qualcosa che Okuji così non può vedere.

«Sarai affamato, hai bisogno di rimetterti in forze» gli dice Ash, intanto che scioglie con cura il nodo e rivela tre onigiri paffuti, adagiati su una lunga foglia che fa da base di appoggio. Okuji sorride nel vederli e ne afferra uno, addentandolo con gusto. Come si aspettava, già dal primo morso può dire che è squisito. Gli sembra passata un’eternità dall’ultima volta che ha mangiato qualcosa del suo paese. L’onigiri è fresco, può sentirlo dalla consistenza del riso e dal ripieno morbido, ed è forse proprio quello di cui aveva bisogno per sentirsi meglio. Un piccolo pasto della cucina giapponese per farlo sentire per un attimo di nuovo a casa. L’impulso di piangere ritorna prorompente ma riesce a trattenersi.

«Riuscirai a salvare i tuoi genitori, non devi temere» sono le rassicurazioni che Ash gli rivolge, mentre gli passa un braccio attorno alle spalle in un gesto di consolazione. Okuji gli è immensamente grato. Quanto è arrivato in quella città di spiriti, Ash è stato il primo a trovarlo ed è l’unico che continua ad aiutarlo. Non sa se ci sarà mai un modo per ripagarlo di tutto quello che sta facendo per lui.

Okuji mangia l’onigiri con calma, a piccoli bocconi per assaporarne meglio il sapore. Finisce il primo e Ash lo invita a prendere il secondo. Quando mente in bocca anche l’ultimo pezzo di questo, Ash infila la mano libera nella tasca dei suoi vestiti. Ne tira fuori un piccolo biglietto bianco dalla forza rettangolare.

«Tieni questo» gli sussurra con voce seria, tendendogli il foglietto «Fa’ attenzione a non perderlo, è molto importante»

Okuji allunga le dita per afferrarlo e quando i suoi occhi si posano sul pezzo di carta, si accorge che non è nuovo. Seguono le scritte che ci sono su di esso, riconosce che si tratta di un biglietto di addio. E in fondo vi è scritto un nome.

Okumura Eiji.

Non appena lo legge, qualcosa riaffiora nella sua mente. Sobbalza voltandosi di colpo verso l’altro.

«Eiji è… il mio vero nome, vero?» gli chiede e Ash annuisce.

«Papa Dino controlla chi mette piede in questo mondo rubando loro il nome e dandogliene uno nuovo» gli spiega  «Se dimentichi il tuo vero nome non potrai più andare via da qui»

Ed Eiji si rende conto che se n’era già dimenticato, nonostante non fosse passato molto tempo. Prima di leggerlo su quel biglietto, avrebbe potuto giurare con assoluta certezza che il suo nome fosse Okuji. Questo gli basta per fargli capire fino a che punto arrivano i poteri dello stregone.

«Io il mio l’ho già dimenticato, e così è per quasi tutti quelli che lavorano per Dino»

Lo sguardo di Ash è perso sulla distesa d’acqua che si estende per chilometri, proprio sotto lo strapiombo. Le sue iridi verdi sono velate di tristezza, una malinconia e nostalgia per qualcosa che ormai sembra aver dimenticato. La mano di Eiji va a stringere la sua che riposa ancora sulla sua spalla. Il gesto desta Ash da qualsiasi pensiero lo stesse rattristando. Gli rivolge un sorriso al quale Eiji risponde con uno lieve.

«Ma per qualche strano motivo riesco a ricordare il tuo, Eiji» gli confessa, in viso un’espressione pacata che è ancora tinta di malinconia «E sono sicuro che non lo dimenticherò, puoi stare tranquillo»

Eiji annuisce e stringe ulteriormente le dita intrecciate a quelle di Ash. È in quel momento che prende la sua decisione. Ash si sta dando così tanto da fare per aiutarlo a salvare i suoi genitori e a tornare a casa. Il minimo che possa fare adesso è ricambiare il favore.

Non c’è molto in realtà che possa fare nella sua posizione, ma farà tutto ciò che è in suo potere lo stesso per riuscire a strappare a Dino il vero nome di Ash, e permettere anche a lui di lasciare quel posto e fare ritorno al mondo reale.

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