[Banana Fish] jukebox love

Titolo: jukebox love
Fandom: Banana Fish
Personaggi: Okumura Eiji/Ash Lynx
Rating: SAFE
Prompt: ricevere delle avances indesiderate [COW-T 9 – week 4, m2]
Wordcount: 1388
Avvertimenti: Sorta di Coffee Shop!AU, Pre-slash.
Riassunto: Prossimamente in arrivo.

Il locale in cui lavora Eiji è molto carino. È una diner vecchio stile, con il jukebox, il pavimento a scacchi e scritte al neon sulle parenti che fanno compagnia a cartoline e stampe vintage incorniciate con cura. I proprietari – Jessica e Max – sono le persone più disponibili Eiji che ha avuto il piacere di incontrare da quando si è trasferito a New York. Gli danno orari flessibili per incastrarli con lo studio e la paga è molto buona. Non ha nulla di cui lamentarsi.

Nella diner viene gente di ogni tipo. Durante il giorno i tavoli sono pieni zeppi di anziani e famiglie con i loro bambini – i quali rovesciano a terra almeno tre frappè al giorno, ma Eiji non si arrabbia più di tanto. La sera è invece il momento prediletto dalle coppie o i gruppi di amici, che fanno caciara e rendono il posto un po’ più vivo – di quanto non lo sia già, si intende.

Gli piace, sia come lavoro che come locale. Gli permette di vedere uno spezzone di vita di questo paese di cui ancora ha molto da imparare. Sebbene, il part-time lo porta ad avere anche a che fare con le bande dei ragazzi della zona.

Con i loro giubbini di pelle, i jeans strappati e il più delle volte l’aria di chi ha ucciso almeno una o due persone, si fanno vivi quasi sempre sul tardi, a qualche ora dalla chiusura. Fanno sempre un sacco di chiasso, ma nonostante l’aspetto e l’atteggiamento non creano quasi mai problemi seri. Per fortuna.

Sono giusto più rudi e cafoni dei normali clienti. Eiji ci ha ormai fatto l’abitudine – gli americani sono di norma meno educati dei giapponesi, questo l’ha capito quasi subito. Solo un paio di volte sono scoppiate delle risse ma Max e Jessica sanno gestire bene questo tipo di cose. Ci hanno rimesso giusto alcuni piatti e una decina di bicchieri, ed Eiji si è preso un bello spavento. Nessuno però si è fatto davvero male.

In mezzo a quei cosiddetti “cattivi ragazzi” c’è anche Ash. È stato forse tra i primi che Eiji ha potuto conoscere davvero. Di poche parole, cappuccio tirato sulla testa per nascondere i capelli biondi e non dare nell’occhio, era cliente abituale da ben prima che Eiji iniziasse a lavorare lì. Ha di solito un tavolo appartato che ogni volta che può Max gli lascia riservato. Se ne sta in disparte. Ed Eiji all’inizio era un po’ intimorito da lui. Ma non gli ci è voluto molto per capire che Ash non potrebbe essere più lontano dall’idea di bad boy. È vero che ha un suo gruppo – e ne è anche a capo – ma una volta entrati in confidenza, si rivela essere una persona cordiale, gentile. Eiji è riuscito a farci amicizia quasi subito.

E ha impiegato molto poco tempo anche per capire che la bellezza di Ash, impossibile da non notare, tende ad attirare attenzioni indesiderate. Soprattutto nelle volte in cui si siede al banco, il biondo viene spesso avvicinato da ragazzi che sembrano più grandi di lui, o anche da uomini da mezza età. Gli fanno avances che palesemente non sono gradite, dal modo in cui Ash serra la mascella e tenta di resistere all’impulso di tirare il piatto in faccia al suo interlocutore. Cerca sempre di ignorare chiunque lo infastidisca – ma non perché ne abbia paura. Al contrario, Eiji sa che sarebbe capacissimo di riempire di botte più della metà della gente che frequenta quel locale. Ma evita di arrivare alle mani per rispetto di Jessica e Max, per non dar loro problemi.

È lo stesso tipo di situazione che si sta verificando adesso.

Ash si è dovuto accontentare di uno dei tavoli vicini alle finestre che danno sulla strada, visto che il suo solito era già occupato. E neanche a dirlo, poco dopo un ragazzo gli si è avvicinato. Non si è scollato dal posto di fronte a lui da allora. Prova a fare conversazione da almeno una quindicina di minuti e Ash ne è visibilmente irritato, ma continua a masticare la sua cena in silenzio, fingendo che l’altro non sia lì.

Quando possono, sono proprio i proprietari o Eiji che cercano di allontanare i clienti particolarmente insistenti – perché sono primi a voler far sì che nessuno venga infastidito da altri. Ma c’è un po’ di confusione quella sera. Eiji riesce a buttare un occhio a quel tipo quando si avvicina al bancone per prendere le ordinazioni pronte e portarle ai tavoli. Ha provato a fare segno a Max, che oggi non è di turno in cucina, ma anche lui ha le mani impegnate. Non può andare al tavolo e accompagnare il cliente via da lì come fanno quando ritengono necessario. Gli tocca sperare che desista da solo – o Ash riesca a mandarlo via senza prenderlo a pugni.

Ma quando il tipo allunga una mano e afferra il posto del biondo, c’è qualcosa che scatta in Eiji. L’urgenza di intervenire si fa strada ancora prima che possa fermarla. Così afferra le due bibite che Max gli ha messo davanti da portare al tavolo in fondo alla sala – proprio dietro quello di Ash – le mette sul vassoio e si incammina. Poi finge di inciampare e rovescia addosso al tipo entrambi i bicchieri colmi di coca cola. Inutile dire che si frantumino in mille pezzi quando raggiungono terra, ma non importa. Eiji pulirà e ripagherà i danni più tardi.

Il ragazzo si alza di botto dalla poltrona rossa, la maglia e i pantaloni tutti bagnati.

«Guarda che cosa hai fatto, brutto idiota!!» inveisce su di lui, mentre prende a strofinare con foga un tovagliolo sulle macchie, nella speranza di asciugarle «Ma stia più attento!!»

Attorno a loro, il silenzio cala nella diner e l’attenzione dei clienti finisce inesorabilmente sulla causa di quel trambusto.

«Sono mortificato» sono le scuse che Eiji gli porge. Sebbene siano tutt’altro che sincere, lui è pur sempre un dipendente che ha recato problemi a un cliente. È suo dovere scusarsi. Il tizio però sembra farsene ben poco del suo dispiacere, come si aspettava.

«Lasci che l’aiuti» gli offre quindi, afferrando il porta fazzoletti.

Ma l’altro scosta via la sua mano prima ancora che possa toccarlo «Hai già fatto abbastanza!!»

Il giovane, stizzito, getta via i fazzoletti impregnati di coca cola sul tavolo, incurante di Ash o di qualsiasi altra cosa, e con passo veloce lascia furente il locale. Sbatte la porta dietro di sé, non prima però di sussurrare uno “stupidi asiatici” a denti stretti – anche quello è qualcosa a cui Eiji si è abituato.

«Ehi, tutto a posto? Non ti sei fatto male, vero?» gli chiede Ash alzandosi dal suo posto, la voce tinta di preoccupazione.

«Stai tranquillo, si sono rotti solo i bicchieri» lo rassicura Eiji con un piccolo sorriso sulle labbra, mentre si accovaccia per raccogliere i pezzi di vetro più grossi. Il brusio e la caciara degli altri clienti torna a fare da accompagnamento alla musica del jukebox. Sente Ash vicino a lui tirare un lieve sospiro di sollievo e non può non domandarsi se sia per lui o più per il fatto che l’uomo finalmente non lo avrebbe più infastidito. Eiji si rimette in piedi e recupera anche i fazzoletti usati, mettendo tutto sul vassoio. Si rivolge quindi al biondo, lo stesso sorriso ancora sulle labbra che si è fatto più ampio.

«Almeno quel tipo si è tolto di torno» è il suo commento con un tono un po’ complice e prima di rendersene conto, sta già facendo un occhiolino ad Ash.

Rimane pietrificato per un attimo sul posto, quando si rende conto di quello che ha fatto. Ash lo fissa per qualche secondo e Eiji non può che ricambiare il suo sguardo senza proferire una parola. Non appena però si accorge che Ash sta pian piano arrossendo, esplode in una nuvola di imbarazzo anche lui. Sente le guance e le orecchie andargli a fuoco. Così prende il vassoio e svanisce svelto dietro il bancone alla ricerca della scopa e dello straccio. Si maledice mentalmente più e più volte, sperando che il rossore in viso gli passi prima di dover tornare in sala.

Non riesce a vedere il sorriso caloroso che increspa le labbra di Ash una volta che è andato via.

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